Senza accorgercene, paghiamo una tassa nascosta ma non allo Stato ma alle cosiddette “corporazioni” cioè le associazioni di categoria che impongono restrizioni di ogni tipo. Molto spesso queste restrizioni nascono dall’esigenza di dare così al consumatore la possibilità di trovare un professionista qualificato, soprattutto in ambiti delicati come quello legale, notarile, o anche per medici, farmacisti, architetti o ingegneri.Vantaggi, ma anche svantaggi
Ma hanno un rovescio della medaglia: limitano la concorrenza (imponendo numero chiuso o altri espedientei) o impongono prezzi più alti (ad esempio con tariffe minime). Sono corporazioni ad esempio i taxisti che non vogliono che siano concesse altre licenze, i notai difesi da numero chiuso e da leggi che impongono la loro presenza in situazioni in cui non servirebbe (ad esempio quando si compra una casa), i commercianti che impongono orari uguali per tutti (per non avere la concorrenza di chi è disponibile a tenere aperto più a lungo) ma anche categorie apparentemente più deboli, come i gondolieri (ci sono solo 397 licenze) o le guide alpine. Si tratta di casi in cui, la difesa degli interessi di una sola categoria penalizza tutti gli altri consumatori.
Ma hanno un rovescio della medaglia: limitano la concorrenza (imponendo numero chiuso o altri espedientei) o impongono prezzi più alti (ad esempio con tariffe minime). Sono corporazioni ad esempio i taxisti che non vogliono che siano concesse altre licenze, i notai difesi da numero chiuso e da leggi che impongono la loro presenza in situazioni in cui non servirebbe (ad esempio quando si compra una casa), i commercianti che impongono orari uguali per tutti (per non avere la concorrenza di chi è disponibile a tenere aperto più a lungo) ma anche categorie apparentemente più deboli, come i gondolieri (ci sono solo 397 licenze) o le guide alpine. Si tratta di casi in cui, la difesa degli interessi di una sola categoria penalizza tutti gli altri consumatori.







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