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Nessuna vendetta, Mani Pulite inizia da un marito testardo

Cinque giorni al ventesimo anniversario di Mani Pulite. Il 17 febbraio 1992 Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio, veniva arrestato nell’atto di ricevere una stecca da sette milioni di lire, incastrato dall’allora pm Antonio Di Pietro e da Luca Magni, un piccolo imprenditore delle pulizie stanco di oliare. Comincia così il terremoto politico-giudiziario chiamato Tangentopoli sotto il quale crollerà la Prima Repubblica. Ma in quella fredda mattina di banconote inutilmente gettate nel wc, a frenare la corsa del rampante manager socialista è già entrata in scena una donna.
La sua ex moglie Laura Sala: in causa contro di lui per l’assegno di mantenimento suo e del figlio adolescente, ha tirato fuori carte che sveleranno conti miliardari intestati alla segretaria e ad altri in Svizzera. La signora poi, con caparbia riservatezza, riuscirà a scomparire dalla ribalta, scollandosi l’intera gamma dei topoi sulla ex che le erano stati prontamente appiccicati, in testa la citazione pseudo-shakespeariana: «L’inferno non è mai tanto scatenato quanto una donna offesa». «Ma lei non si è mai voluta vendicare», ribatte il suo avvocato, allora agli esordi come matrimonialista. Oggi è la più famosa d’Italia: Anna Maria Bernardini De Pace.
 

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